L’istruzione non va in quarantena


Di Gian Piero Farena
Pubblicato nel N° 12 del 23.03.2020

La scuola c’è, anche ai tempi del Coronavirus. Tra mille incertezze ed altrettante difficoltà, ma c’è. La cronistoria dell’emergenza è iniziata nelle aule di tutta Italia, dopo quelle delle prime «zone rosse» nel nord della penisola, con la sospensione dell’attività didattica dal 5 al 15 marzo scorso. Scadenza, questa, prorogata fino al 3 aprile sull’onda della rapida diffusione del Covid-19. Visti i dati sul contagio, però, la nuova prospettiva è l’allungamento della sospensione delle attività in classe fino a dopo le vacanze di Pasqua, a metà aprile, con un’ulteriore opzione fino ai primi giorni di maggio e un occhio rivolto anche alle possibili soluzioni nel peggiore dei casi, ovvero l’impossibilità di tornare in aula entro la fine dell’anno scolastico.
Immediata è stata la reazione di tutte le scuole per non lasciare da soli a casa ed abbandonati a sé stessi gli studenti, seppure sulla base di indicazioni ministeriali non sempre vincolanti

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