Cgil, Cisl e Uil verso la mobilitazione del territorio


Di Marcello Mura
Pubblicato nel N° 7 del 17.02.2020

Più che un grido d’allarme è una chiamata generale, quella rivolta dal sindacato unitario per rivendicare a gran voce lo sviluppo del Sassarese. I segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil, Francesca Nurra, Pier Luigi Ledda e Giuseppe Maccioccu, riuniti i giorni scorsi a Sassari nella sala conferenze della Cisl, in via IV Novembre, hanno annunciato la mobilitazione generale del territorio e presentato una piattaforma in diciassette punti per rilanciare il Nord Ovest della Sardegna dopo più di un decennio di crisi.
A quattro anni dalla manifestazione che nel maggio del 2016 aveva portato in piazza i lavoratori di tutti i comparti del territorio, i sindacati confederali ritengono sia arrivato il momento di dire basta e sollevare di qualche tacca il livello della protesta di fronte all’immobilismo che da troppo tempo appesantisce l’economia della regione. Settecentotrenta euro il reddito medio nel territorio in un contesto in cui la percentuale del precariato e il numero dei lavoratori cosiddetti «poveri» sono tra i più elevati d’Italia. A ciò si aggiungono le ricadute pesanti della vertenza-trasporti e le ultime notizie deleterie relative alla continuità territoriale, senza contare la questione della chimica verde,

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