Santa Maria di Betlem, rinnovato il rito della lampada


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 35 del 07.10.2019

Un rito carico di significati simbolici che affonda le radici nel tempo arrivando fino all’epoca in cui Francesco d’Assisi predicava umiltà e povertà, principi basilari per vivere quella perfetta letizia da cui origina la sintonia con la fede autentica. Anche quest’anno la chiesa di Santa Maria di Betlem ha fatto da cornice alla celebrazione del 4 ottobre durante la quale, per tradizione, si rinnova il rito di accensione della lampada a lui dedicata che resta accesa un anno intero.
Così è stato anche la sera di venerdì scorso, quando il sindaco Nanni Campus, ricalcando un cerimoniale antico, alla presenza dell’arcivescovo Gian Franco Saba, rivolgendosi all’Assisiate, ha rinnovato la richiesta di protezione per la città di Sassari. Invocazione a cui è seguita l’accensione della lampada ai piedi della statua di San Francesco sistemata, per l’occasione, a destra dell’altare maggiore. Una tradizione molto sentita che ogni anno fa registrare grande partecipazione di fedeli, ma anche della comunità gremiale e dei rappresentanti delle istituzioni.
Il primo cittadino, infatti, era affiancato dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro, dall’amministratore straordinario della Provincia, Pietrino Fois, da numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate. Presente anche un folto gruppo di giovanissimi scout ai quali il vescovo, prima della benedizione finale, si è accostato per rivolgere loro un saluto speciale. Durante l’omelia, il vescovo Gian Franco, rifacendosi al pensiero di Francesco, ha insistito molto sul concetto di cura, intesa nella più ampia accezione di tutela e salvaguardia. Non solo del creato, cioè dell’ambiente

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