Martiri, Sassari e Porto Torres unite nella fede


Di Redazione
Pubblicato nel N° on line

Questa mattina durante una conferenza stampa nella sala cerimonie del Palazzo del Marchese, a Porto Torres, è stata presentata la Festha Manna, evento che lega nel segno della fede le città di Sassari e Porto Torres. Aprendo l’incontro con i giornalisti, il sindaco Sean Wheeler ha rivolto un saluto all’arcivescovo Gian Franco Saba: «Per la prima volta il nostro arcivescovo presenzia a un appuntamento consueto per Porto Torres e noi leggiamo questo dato con la sicura espressione della sua vicinanza e del suo affetto per le vicende della nostra Città, non solo in occasione della celebrazione religiosa, ma anche come espressione della sua sensibilità nei confronti di tante situazioni delicate, dal punto di vista sociale, economico e culturale che la nostra comunità civile vive». Ricambiando i saluti, l’arcivescovo Gian Franco ha rievocato l’antica origine della tradizione: «Eccomi per ricordare l’origine antica e nobilissima di questa “grande festa”, che ha nella fede dei tre martiri il suo inizio, nella devozione di tanti fedeli il suo cuore pulsante e nella sua promozione la speranza della rigenerare tante dinamiche virtuose che, per vari motivi, oggi richiedono un’attenzione maggiore, una sensibilità più matura, una creatività coraggiosa. In particolare essa esprime il profondo legame che unisce Sassari all’originaria sede vescovile di Porto Torres, e la diocesi vuole rendere sempre più intenso questo rapporto, non per assecondare una nostalgica coreografia rituale, ma per conferire una rinnovata vitalità nella direzione di un profondo senso di comunione e condivisione, di fronte certamente agli eventi storici e culturali ma, soprattutto, dinnanzi all’unico Signore di tutti, celebrato con intensa fede qui da tanti secoli». Già da quest’anno, infatti, l’organizzazione del pellegrinaggio notturno da Sassari, e del pontificale in Basilica a Porto Torres, ha potuto contare sulla cooperazione tra la parrocchia dei Santi Martiri turritani e degli uffici pastorali diocesani, verso un’espressione sempre più corale ed ecclesiale di uno degli appuntamenti più importanti e sentiti dal popolo dell’arcidiocesi: «Per rendere ancora più visibile questa intenzione – ha proseguito monsignor Saba – nel futuro sarà coinvolto sempre più profondamente l’intero Capitolo turritano». Soddisfazione  da parte del direttore generale della Fondazione di Sardegna, Carlo Mannoni, che ha ribadito l’impegno dell’istituto di via Carlo Alberto a promuovere le espressioni più genuine dell’identità e delle risorse culturali del territorio. Monsignor Mario Tanca, parroco della Basilica, ha testimoniato la passione nell’organizzazione delle celebrazioni religiose e la continua novità che negli anni si esprime attraverso questa centenaria tradizione. In chiusura, don Michele Murgia, direttore dell’Ufficio comunicazioni della diocesi, e Mara Rassu, assessora alla Cultura del comune di Porto Torres, si sono soffermati, invece, sulle questioni di carattere pratico relative ai festeggiamenti, religiosi e civili, che contribuiscono a rendere «grande» la Festa dei martiri.

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