Un patto digitale tra genitori e insegnanti


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 12 del 25.03.2019

Il bullismo è un fenomeno vecchio come il mondo, però i dispositivi di ultima generazione e i programmi ideati per usarli non possono essere demonizzati. Lo sviluppo tecnologico, del resto, ha sempre fatto il suo corso e non può essere arrestato né accusato di generare mostri. La tecnologia, infatti, è l’esito del lavoro di scienziati e ricercatori che studiano il modo per rendere la vita più semplice, per curare le malattie, per ampliare le conoscenze. Su questo occorre non solo fare chiarezza, ma anche essere tutti d’accordo altrimenti si rischia di travisare e soprattutto non si risolve il problema che, invece, affonda le radici in un altro terreno. Il ragionamento, come altre volte abbiamo rimarcato, non è sul cosa, ma sul come decidiamo di usare la tecnologia. Si chiama uso consapevole e il concetto può essere esteso a tanti altri ambiti delle vita umana perché niente, di per sé, è foriero di male, ciò che fa la differenza è l’intenzione, l’obiettivo che miriamo quando decidiamo di servirci di questo o quel dispositivo. Allora la riflessione si sposta sul terreno dell’educazione, della formazione, della conoscenza e della consapevolezza, chiamando in causa innanzitutto la famiglia e

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