“Fortiter et suaviter”

Di + Mons. Paolo Atzei, Amministratore Apostolico di Sassari
Pubblicato nel N° 32/33 del 27.09.2017

Uno dei principi che ha sapientemente illuminato e accompagnato il ministero pastorale di coloro che il Successore di Pietro elegge alla guida delle Chiese particolari è sintetizzato nell’adagio attribuito a Claudio Acquaviva (1543-1615), quarto Preposito generale dei Gesuiti: “Fortiter in re, suaviter in modo”, che significa: “Energicamente nella sostanza, dolcemente nei modi”. Un’espressione ben nota nella Chiesa e usata anche come motto episcopale, così tradotto: “Con energia e dolcezza”.
Potrei affermare, in tutta discrezione, per la conoscenza dell’Arcivescovo eletto della Chiesa di Sassari che il Signore mi ha dato di avere, durante gli anni di ministero episcopale, che il motto evochi anche la struttura della personalità sacerdotale di don Gian Franco Saba e ne prefiguri il prossimo ministero apostolico, per la grazia dell’Episcopato.
Non è difficile cogliere in lui le peculiarità di cui madre natura lo ha dotato e che finora ha espresso nell’esercizio del sacerdozio di Cristo. Indubitabile quell’interiore forza o energia, quale virtù illuminata da intuizione e intelligenza, da coraggio e ardore, da passione e costanza. Così come, ben marcati appaiono i tratti della dolcezza o soavità, dell’amabilità e del garbo; di più: della tenerezza, che sfocia nella mitezza e nella misericordia.
Personalmente, tra le pieghe, apparentemente forti del nuovo Pastore turritano, ho colto proprio questo singolare incontro tra il realismo dell’energia e la dolcezza dei modi. Aggiungerei che, dall’Ordinazione sacerdotale da me conferitagli, fino ad oggi, si è come stemperato in lui qualcosa di quel “fortiter”,

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