Accogliere, voce del verbo amare

Di Speranza Canu
Pubblicato nel N° 30 del 05.09.2017

Volge al termine un’estate difficile: roghi appiccati in tutta Italia, terremoti, caldo prolungato e soffocante, notizie di guerre ed uragani. Pur non amando le notizie negative è necessario proseguire l’elenco: nel mese di giugno si solleva il polverone contro l’attività delle ONG impegnate nel soccorso e nel salvataggio in mare dei migranti; il governo, con una virata di percorso, prende posizione. Segue codice di condotta delle ONG varato dal Viminale. Ci si domanda come sia possibile che la solidarietà, da obbligo umanitario, sia divenuto un crimine. Per tale crimine è indagato anche padre Mussie Zerai, difensore dei diritti umani dei migranti, noto per il suo impegno contro la tratta di esseri umani e candidato al premio Nobel per la pace. Riporto quanto affermato da Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas Italiana: “Ritengo che il tema non debba essere centrato esclusivamente sul codice di condotta delle ONG ma sul salvataggio, perché al di là dei codici c’è in gioco la vita umana, che è la nostra preoccupazione maggiore. E chi se ne prende la responsabilità?”. Nel vertice tenuto a Parigi il 28 agosto tra Germania, Italia e Spagna allargato a Libia, Niger e Cameroon si plaude ai risultati raggiunti dall’Italia con la riduzione degli sbarchi dell’86% rispetto al mese di agosto del 2016.
Anche le morti nel Mediterraneo sono diminuite, ma tutti sappiamo che l’intesa con la Libia, definita esemplare da Macron e Merkel, sta uccidendo migliaia di persone nel deserto e tenendone

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