La pietà popolare sassarese

Di Don Francesco Marruncheddu
Pubblicato nel N° 15 del 25.04.2017

C’è una religiosità che attraversa i secoli e le mode, che passa di generazione in generazione. È la fede espressa dalla pietà popolare, che trova la sua celebrazione più viva, e insieme il suo massimo modo di trasmissione,  nelle processioni della Settimana Santa, che Sassari, come tanti altri centri della Sardegna, vive  nella forma ereditata dalla cultura e dalla tradizione della Spagna, che durante l’epoca della sua dominazione nell’isola, dal ‘400 in poi, ha portato in terra sarda le sue belle e caratteristiche forme di religiosità.
In Città, a custodire queste tradizioni, amatissime dai fedeli che le frequentano con vere e proprie partecipazioni di massa, sono le Confraternite, tutte con sede in antiche e nobili Chiese del centro storico: quella dei Servi di Maria (sede nella Chiesa di S. Antonio Abate dei Servi), di Santa Croce e del Gonfalone (SS. Trinità), dei SS. Misteri (Chiesa delle Monache Cappuccine), del SS. Sacramento (Chiesa di S. Andrea al Corso), dell’Orazione e Morte (Chiesa di San Giacomo al Duomo).
Così, le strade del centro, nella Settimana di Passione,

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