Franco Garelli, il fascino discreto dell’educazione

Di Leonarda Tola
Pubblicato nel N° 13 del 05.04.2017

Educare oggi si può? Alla domanda risponde sì un piccolo denso libro “Educazione” appena pubblicato da “il Mulino” di Franco Garelli sociologo cattolico, come è spesso definito. L’autore non esita a dichiarare “fuorviante applicare all’insieme dei giovani le immagini negative loro attribuite” e respinge il modo di etichettarli come “generazione nichilista” – radicata su un presente ‘deserto di senso’, afflitta da un malessere che cancella i valori”. Nessuno più di Garelli è abilitato a rivendicare una presa diretta sul mondo giovanile che all’autore deriva dall’essere analista dei gruppi sociali e docente universitario a contatto con studenti e insegnanti, ma evidentemente anche dall’esperienza personale di relazioni e interazioni in cui i più giovani hanno avuto grande parte.
L’autore prende di petto e sconfessa certe semplificazioni correnti che identificano i giovani come bulli, cinici, delusi, in condizione di malessere e di disagio, privi

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