Liberazione e libertà

Quest’anno il 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, è stato celebrato in un clima diverso rispetto al solito. Se da un lato l’emergenza pandemica è stata finalmente messa in un angolo, segno che la gestione degli ultimi mesi ha dato i suoi (buoni) frutti con gli strumenti a disposizione (vaccini in particolare), da un altro lato la guerra in Ucraina scatenata dalla feroce aggressione della Russia di Putin alla nazione (ormai ex) sorella ha avvelenato, soprattutto a sinistra (è giusto o no inviare le armi alla resistenza ucraina?), un evento con il quale si ricorda ogni anno il momento di fatto fondante della Repubblica italiana, nascita poi certificata con il referendum del 2 giugno del 1946. Ma oggi ha ancora senso una celebrazione di questo tipo? La risposta è semplice: sì, ce l’ha. I principi di uguaglianza e di libertà sono alla base del

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