Tortolì, successo per la Pastorale del turismo


Di Claudia Carta
Pubblicato nel N° 31 del 07.09.2020

foto: Pietro Basoccu

Coraggio e responsabilità. Le parole hanno un peso. Scritte accanto a un evento che, serata dopo serata, ha richiamato centinaia di persone, diventano macigni. E ora che le bandiere all’ingresso dell’Anfiteatro Caritas di Tortolì sono state ammainate e i riflettori sul palco si sono spenti, resta tutta la forza e la bellezza di ciò che è stato.
Il coraggio di una scelta. Perché ci vuole coraggio a mettere in moto una macchina organizzativa in pieno lockdown, quando non sai cosa ne sarà, quando ignori l’evolversi degli eventi, quando tutto resta sospeso. Ci vuole coraggio a pensare che un segnale occorra darlo comunque, forse in tono minore – salvo poi scoprire che i toni sono rimasti altissimi e la qualità è addirittura cresciuta – ma è giusto essere presenti. Ci vuole coraggio ad assumersi la responsabilità, a metterla in pratica questa responsabilità e sensibilizzare gli altri a esserlo, responsabili. Di se stessi. Per gli altri. Ci vuole coraggio anche a scegliere un nome, pastorale del turismo. Perché, magari, festival attirerebbe di più, perché rassegna sarebbe più popolare, perché si ha più familiarità con sagra. Eppure, sempre e ancora pastorale.
«La Chiesa può e deve fare cultura? – sottolinea il vescovo Antonello Mura

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