Giulio Pastore, l’uomo al centro dell’azione politica


Di Marcello Mura
Pubblicato nel N° 40 del 11.11.2019

Era profondamente convinto del fatto che l’individuo dovesse essere pienamente realizzato sul piano umano e professionale perché questa, sosteneva, era la condizione primaria per avere una società più giusta e rispettosa della persona. Ma non solo. Affermava anche – e questo è l’elemento centrale del suo pensiero – che la politica dello Stato dovesse andare in quella direzione perché solo così avrebbe agevolato la crescita individuale e collettiva.
La figura potente di Giulio Pastore è stata rievocata i giorni scorsi, nella sala Giordo della segreteria territoriale della Cisl, durante una conferenza promossa dal sindacato di via IV Novembre per commemorare, a cinquant’anni dalla scomparsa, uno dei padri fondatori del sindacato italiano, protagonista, a più riprese, della scena politica nell’Italia repubblicana nonché esponente di quella cultura cattolica che confluirà per buona parte nella nascita della Democrazia cristiana. Rievocando le vicende che hanno caratterizzato tanta parte della storia personale e politica di Pastore, che fu anche ministro per il Mezzogiorno, si comprende quanto sia importante avere una visione delle cose e lavorare per la realizzazione di un programma che in quello scenario trovi spazio e condizioni ottimali per lo sviluppo. Giulio Pastore era un autodidatta, aveva la licenza elementare,

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