La grande lezione della Carta


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 40 del 11.11.2019

La seconda metà del Novecento segna per convenzione la nascita dell’Italia repubblicana che vide la luce, come direbbero gli storici, grazie al sacrificio dei caduti in battaglia e delle vittime della dittatura nazifascista.
All’indomani della Seconda Guerra mondiale, infatti, il 2 giugno 1946, fu chiesto agli italiani, con referendum, di scegliere tra Monarchia e Repubblica e i cittadini, al riguardo, ebbero pochi dubbi. Poi, in seguito a una lenta maturazione e al grande lavoro dei padri costituenti, Il 1° gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione della Repubblica che diede all’ordinamento dello Stato italiano una marcata impronta democratica.
I principi fondamentali della Costituzione fanno parte del nostro vissuto quotidiano eppure su quei valori, duole rimarcarlo, non si riflette mai abbastanza. Specie nell’ultimo periodo. Ogni mattina, quando andiamo a scuola o al lavoro, possiamo farlo grazie alla Costituzione, quando scegliamo i nostri rappresentanti in Comune o in Parlamento è perché lo ha stabilito la legge fondamentale dello Stato. La tutela della dimensione sociale dell’individuo, la solidarietà come principio di convivenza civile, l’uguaglianza, la tutela dell’ambiente e la libertà di espressione sono tutti principi sanciti dalla Carta costituzionale, la legge suprema, alla quale devono essere improntate tutte le altre.
Ma non è solo una questione meramente giuridica, c’è, dietro la Costituzione,

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