Sacro Cuore, ottant’anni di fede


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 39 del 04.11.2019

Poche occasioni come la vicenda di fondazione della parrocchia del Sacro Cuore annoverano una così alta concentrazione di storie importanti e personaggi di spessore. Sì, perché la storia del Sacro Cuore, a Sassari, è intimamente legata a fatti notevoli e persone illustri che in città hanno lasciato il segno, anzi, i segni. A cominciare da Arcangelo Mazzotti, l’allora vescovo turritano, autore a più riprese di pagine memorabili della storia di Sassari.
A lui si deve, tra le altre cose, l’istituzione della processione del Voto e l’impulso al culto mariano in una città intimamente legata alla Madonna. Fu Arcangelo Mazzotti, infatti, come ha ricordato l’arcivescovo Gian Franco Saba, durante la conferenza dedicata al pittore Costantino Spada, a definire un progetto che da tempo era nella sua mente e nel suo cuore: realizzare nel nascente quartiere di Baddimanna un centro di aggregazione che rispondesse alle esigenze spirituali dei sui abitanti. Locali di fortuna, proprio come nella Chiesa delle origini, avevano ospitato fino a quel momento i fedeli che la domenica si riunivano per la celebrazione della Messa.
Negli anni Trenta del Novecento, quella parte di Sassari era ancora campagna e la città moderna già cominciava a contendere spazio alle distese verdi che circondavano l’area a ridosso delle mura medievali. Mazzotti non si limitò a dare al quartiere chiesa e parrocchia, mise alla guida di quei fedeli un sacerdote dello spessore di Antonio Piga che con la sua missione seppe davvero fare la differenza.
E arriviamo a Costantino Spada, l’artista, che al Sacro Cuore lasciò

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