GREMI/ I Massai


Di Luca Foddai
Pubblicato nel N° 31 del 01.10.2018

I Massai (in sassarese “li Massai”) rappresentano l’antica classe dei proprietari terrieri, che, in particolare, coltivavano i cereali, tanto che tra i simboli della corporazione spicca il grano. A testimoniare la grande importanza che la terra e il mondo agricolo avevano nel passato, proprio durante la Faradda a loro è riconosciuto un ruolo di prestigio. Il candeliere è l’ultimo a partire da piazza Castello e il primo a entrare a Santa Maria di Betlem per lo scioglimento del voto alla Vergine Assunta. Questo significa che tutti gli altri candelieri attendono i Massai e poi li seguono all’interno della chiesa. L’ordinanza del 1531 che disciplinava l’ordine di ingresso li vedeva primi, seguiti dai Mercanti, gremio poi estinto e che in precedenza entrava per primo a Santa Maria. Insieme ai contadini i Massai costituivano la Confraria del Poble (popolo) fino agli inizi del 1800. Ci sono pervenuti gli statuti del 1743, rinnovati nel 1803 al momento della scissione con i coltivatori agricoli, ovvero gli «zappatori» che lavoravano nelle terre e che avevano fino ad allora fatto parte del gremio dei Massai: si costituiranno successivamente nel gremio dei Contadini, che sarà ammesso alla Faradda nel 1937.
I Massai hanno la Beata Vergine delle Grazie come patrona. Ma non è sempre stato così. Fino al 1657 era la Madonna del Popolo e la cappella gremiale era nel Duomo di San Nicola. In quell’anno, nel quale tra l’altro fu

Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto.Si prega . Non sei un membro? Registrati