Verso un porto sicuro, in balia delle onde


Di Gian Franco Addis
Pubblicato nel N° 23 del 19.06.2018

Il mare è ancora una volta lo scenario drammatico del complesso fenomeno migratorio.
Un mare di parole gridate, che erigono muri, che dichiarano chiusure, che promettono cambiamenti, che denunciano, che sollecitano solidarietà, che chiedono giustizia.
Un mare di persone in cerca di pace la cui voce viene silenziata dall’ indifferenza di un mondo vecchio che ha perso la memoria delle proprie conquiste sociali, economiche e politiche. Ha perso la memoria di una storia che lo ha visto conquistatore di quelle terre da cui oggi si fugge con l’illusione di una vita migliore.
Una, dieci, cento navi sono in balia delle onde attendendo di approdare ad un porto sicuro, mentre sulla terra ferma si discute di quote migranti, di strategie per il respingimento, di sistemi che regolino i flussi migratori diventati oramai fenomeno consolidato ma trattato ancora come emergenza. Dal sogno che muove verso altri paesi, alla illusoria

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