L’identità sacerdotale


Di P. Jaime Emilio González Magaña, Sj
Pubblicato nel N° 16 del 01.05.2018

Non sono sicuro se sia corretta l’affermazione secondo cui abbiamo bisogno di una nuova definizione dell’identità sacerdotale perché questa, non ha cambiato. Nella sua più pura essenza, sempre è stata e sarà indissolubilmente vincolata all’unico sacerdozio di Cristo. Tuttavia, davanti all’affermazione di chi sostiene che continuiamo a vivere una crisi la cui origine risale ad alcune decadi, mi sembra che forse sia conveniente esporre la necessità di una formazione continua che possa assicurare un’identità sacerdotale rinnovata. Secondo me, esistono due possibili cause che possono spiegare l’esistenza della così chiamata crisi. La prima cominciò a manifestarsi nel seno stesso della Chiesa durante gli anni posteriori al Concilio Vaticano II. Fu prodotta a causa degli straordinari cambiamenti causati dai documenti conciliari e si completò con altri fenomeni sociali contemporanei. A livello teologico, si osservavano due forme diverse di concepire il ministero sacerdotale: come continuazione del ministero di Cristo o come un ministero della Chiesa. A questo si aggiunse la riscoperta del ruolo e la missione propria dei laici a chi fu data una partecipazione

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