24 ore per il Signore: che fortuna “restare” in un mondo di frenetici


Di Mons. Mario Simula, Vicario Generale
Pubblicato nel N° 11 del 20.03.2018

In questo silenzio l’adolescente c’è tutto con le sue tormente. I giovani hanno portato le loro delusioni e gli inganni che gli stanno bruciando il volto. Sono qui alla risacca o all’ultima spiaggia?
È bene che lascino straripare le intemperanze della loro esistenza conflittuale, davanti all’Unico che ha tempo da vendere e da perdere per loro e con loro.
Gesù, uomo di strada, è la persona giusta per fermarsi e attaccare bottone con questa umanità eccessiva e sempre emarginata. Chi come Lui può offrire i suoi occhi veri e limpidi come una confessione urlata nella disperazione? Solo questo Maestro piovuto da Nazareth, villaggio che non produce nulla di buono.
Lui rotto ai lamenti e alle proteste, alle contestazioni e agli agguati. Giovane lui stesso, per nulla profeta nella sua patria.
Un contraddetto dai poteri ufficiali, un perseguitato permanente. Soltanto Lui può diventare accogliente, capace di ascolto e di empatia per chiunque nel lungo arco di 24 ore, purché si abbia il desiderio di andarlo a trovare.
Gesù non è solo. Non è mai solo. Noi siamo soli, nella vita e nella storia. E abbiamo bisogno di Lui, di andare

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