Salvatore da Horta, il santo degli ultimi


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 11 del 22.03.2021

Grande festa in onore di San Salvatore a San Pietro in Silki. Giovedì 18 ha avuto luogo la concelebrazione, presieduta dall’arcivescovo Gian Franco Saba. Per vicende varie si è dovuto aspettare al 1938 per la sua canonizzazione. Lo scorso anno abbiamo celebrato 500 anni dalla nascita. Santo che non è nato in Sardegna. È infatti spagnolo. Ma lo consideriamo di casa nostra, della nostra terra. Importato in Sardegna «per punizione». Ci fa guadagnare un Santo! Uomo senza pretese, senza cultura, era infatti analfabeta, ma carico di carismi, di buon senso, di saggezza. Ma specialmente carico di Dio! All’età di 20 anni, si reca nel monastero di Montserrat. Ma non trova lì la sua strada. Si reca poi nel convento dei Frati Minori a Barcellona. Si sente attratto dalla vita e dalla regola francescana. «La Regola e vita dei Frati Minori è questa: osservare il Santo Vangelo di nostro signore Gesù Cristo». Basterebbe questo. «Questa è la mia vita», dice Salvatore! Si distingue subito per spirito di preghiera, povertà, umiltà, minorità. Fa una scelta radicale. Donarsi completamente a Dio, attratto dal fascino e carisma di San Francesco. Salvatore diventa un innamorato di Dio. Fa della preghiera il suo tempo privilegiato. Ma per lui tutto è preghiera,

Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto.Si prega . Non sei un membro? Registrati