Contemplando il volto di Cristo


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 8 del 01.03.2021

Dopo l’apertura della Quaresima, con la celebrazione del mercoledì e il tradizionale rito della deposizione di cenere sul capo, una rappresentanza della comunità diocesana si è ritrovata, sabato 20 febbraio, nella parrocchia di Nostra Signora del Latte Dolce, dove responsabili e operatori di uffici e servizi hanno partecipato al primo ritiro di preparazione alla Pasqua. Proprio in quell’occasione, il vescovo Gian Franco ha consegnato il testo del messaggio: «Con lo sguardo rivolto sul volto di Cristo», una meditazione quaresimale, arricchita dalla proposta di un itinerario spirituale, che porta fino alla Pasqua. Un testo diretto, impostato sulla tecnica della didascalia, prendendo lo spunto dal senso di due opere d’arte custodite in due chiese della diocesi che hanno fatto da filo conduttore dell’incontro. A caratterizzare i lavori della mattinata, la lectio con la quale monsignor Saba ha introdotto il tema meditando sulle due icone che corredano il testo: si tratta della Flagellazione di Cristo e di un busto ligneo che raffigura un Ecce Homo. Il primo è un dipinto in olio su tela di un autore del XVII secolo, Jan Bilevelt, l’altro, una scultura realizzata nel XVIII secolo da Antonio Lobos. Ma al di là del fatto puramente estetico, come ha tenuto a precisare il vescovo Gian Franco, ciò che più conta è il significato profondo a cui le due immagini rimandano. L’invito ad assumere un atteggiamento contemplativo verso Gesù, infatti, è tutto nella scena della flagellazione riproposta da Bilevelt dove

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