Santa Maria di Betlem, restaurati cinquecento cuori d’argento


Di fra' Giuseppe Piga
Pubblicato nel N° 42 del 23.11.2020

Capita spesso, visitando chiese e santuari, di trovare cappelle ricoperte di bacheche che espongono cuori d’argento con una scritta pgr, e nella curiosità del turista, visitatore o pellegrino, sorge spontanea la domanda: che cosa sono, che significato hanno, chi li ha portati e offerti, e perché. Si tratta di ex voto, un impegno che il credente prende, rispetto a una grazia che chiede al Signore o alla Madonna, o per intercessione di un santo a cui è devoto. La richiesta di aiuto e il corrispondente impegno dell’offerente, viene espresso attraverso la donazione di un oggetto, generalmente un cuore in argento, che viene affisso sulle pareti del luogo dedicato al santo a cui ci si invoca. Ciò che incuriosisce maggiormente è pensare che ogni cuore è stato portato e offerto da una persona, e quindi dietro ciascuno dei cuori vi è un volto, una persona, una famiglia, una storia, una situazione di sofferenza, una richiesta di aiuto e di una grazia, per intercessione di Sant’Antonio o altro santo. Nella chiesa di Santa Maria

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