Il premio Nobel parla sardo


Di Laura Mastinu
Pubblicato nel N° 40 del 09.11.2020

Un Nobel per la pace per le immense capacità nella lotta contro la fame nel mondo, per il miglioramento delle situazioni nelle aree e nei paesi in cui la fame diventa arma di conflitto: sono le motivazioni scelte dal Comitato dei Nobel per assegnare il Premio Nobel per la Pace 2020 al World Food Programme (Wfp). Un premio che, in questo anno particolare possiamo sentire molto vicino grazie a una giovane donna di Bauladu che da 15 anni lavora come cooperatrice internazionale per il Wfp, prima come tirocinante per poi arrivare a ricoprire ruoli più impegnativi, dal settore della comunicazione a quello dei programmi e progetti.
Tiziana Zoccheddu, quarantenne, con i suoi studi classici e universitari tra Oristano e Cagliari, una laurea in Scienze Politiche, indirizzo internazionale, e un’esperienza Erasmus nella capitale francese, non poteva che essere un’ottima e valida figura all’interno dell’organizzazione, che ogni anno raggiunge con gli aiuti umanitari 97 milioni di persone in 88 paesi del mondo. Tiziana ha operato tanto

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