Antonello Grimaldi: “Il cinema in Sardegna? Ancora troppo chiuso”


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 39 del 02.11.2020

Come altri settori della cultura, anche il cinema ha subito i contraccolpi di una situazione complicata legata alla crisi più generale del sistema produttivo e alle ricadute negative del fenomeno pandemico che ha messo in ginocchio l’economia. Ma qual è lo stato di salute del cinema? Com’è la situazione del cinema made in Sardegna? Quali sono i problemi che attanagliano un comparto indispensabile per la crescita culturale di una terra di frontiera come la nostra? Ne abbiamo parlato con il regista Antonello Grimaldi che abbiano incontrato nella nostra redazione di via Dei Mille per riflettere sul destino della settima arte.

Antonello Grimaldi è regista, attore, sceneggiatore e docente, in quale di questi ruoli ti riconosci?
«Sicuramente regista, anche perché è quello che ho fatto più volte ed è ciò che ho desiderato fare da piccolo; l’attore lo faccio soprattutto per gli amici, lo sceneggiatore quando contribuisco alla lavorazione dei film che dirigo e il docente l’ho fatto e forse mi piacerebbe anche rifarlo, però se

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