La liturgia della prossimità


Di Antonio Meloni
Pubblicato nel N° 14 del 06.04.2020

Nelle situazioni di emergenza come quella che il mondo affronta ormai da un mese, tutti vivono nella prova, reclusi nelle proprie abitazioni, privati degli affetti e della rassicurante quotidianità, privati perfino della possibilità di abbracciare un parente o un caro amico. Ma c’è una categoria di persone che, certamente più di altre, in queste ore, è particolarmente sofferente, esposta non solo al rischio del contagio, ma soprattutto alle pesanti ricadute di una situazione che produrrà effetti negativi per molto tempo ancora.
Sono i senzatetto, gli immigrati, gli indigenti, individui che già in condizioni normali vivono ai margini di una società quantomeno distratta e costantemente impegnata a rincorrere il proprio interesse. Cercando di ovviare a tutti gli inconvenienti di una situazione estremamente

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