Europee, tra crisi di valori e identità


Di Michele SPanu
Pubblicato nel N° 19 del 20.05.2019

Una cosa è certa: le elezioni europee del 26 maggio segneranno una svolta nella storia politica delle nostre istituzioni. Per la prima volta, tra i cittadini del Vecchio Contenente si respira un clima di sfiducia e di ritorno al passato: l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, nota anche come Brexit, è probabilmente il segnale più forte (anche se non l’unico) di questa tendenza. Per capire se si tratti di un fenomeno passeggero o di un fatto politico vero e proprio occorrerà attendere l’esito di queste consultazioni che coinvolgeranno ben 400 milioni di cittadini.
In ballo, come hanno sottolineato diversi osservatori, c’è il futuro dell’Europa: a differenza dalle elezioni di quattro anni fa, la sfida per i principali gruppi politici non è più legata solo a un semplice confronto tra idee diverse d’Europa ma all’esistenza stessa del sogno europeo. La Sardegna parteciperà a questo storico appuntamento in seconda fila, svantaggiata (a causa del minor numero di abitanti) dall’unione con la Sicilia nel collegio dell’Italia insulare: nonostante

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