Le apostole della buona stampa


Di Mariantonia Fara
Pubblicato nel N° 18 del 13.05.2019

Per la libreria Paoline, nell’attesa del «terzo giorno», è opportuno fare qualche considerazione sulla sua preziosa funzione nel territorio.
Premesso che tutte le librerie sono centri culturali di grande utilità sociale perché consentono a tutti, senza distinzione di ceto o censo, di entrare in contatto con la cultura e offrono gli strumenti per arricchire il bagaglio culturale di ognuno, va detto che, nello specifico, quella libreria ha una connotazione tutta particolare.
Nel pensiero di don Giacomo Alberione, ora beato, la libreria era un luogo sacro, in cui prima di tutto si doveva dispensare la parola di Dio, sia con i testi stampati sia con la comunicazione a viva voce, tramite le apostole della «buona stampa», libraie dedite a far conoscere «il verbo incartato», dopo essersi nutrite del «verbo incarnato e donato nel pane eucaristico». Le suore paoline non erano, e non sono, semplici agenti di vendita della carta stampata, sono, innanzitutto, persone

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